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Alice nel paese delle meraviglie
Alice nel paese delle meraviglie – Sant’Angelo di Roccalvecce.
L’amato libro britannico (Alice’s adventure in wonderland) fu scritto per bambini da Lewis Caroll, nel 1865. Con le storie ed indovinelli, ricchi di immaginazione, diventa una delle opere più popolari della narrativa di lingua inglese e degnamente illustrato dall’artista britannico John Tenniel.
Protagonista della storia è Alice, una ragazza che si addormenta in un prato e sogna che sta seguendo il Coniglio Bianco nella sua tana. Le capitano tante avventure meravigliose, spesso bizzarre, in cui incontra delle creature del tutto fantasiose e molto strane, e durante le quali da un momento all’altro cambia spesso dimensione. (Alice diventa grande come una casa in un batter d’occhio, o si rimpicciolisce fino a 7 cm).
Alice s’imbatte nel Bruco (Brucaliffo) che fuma la pipa ad acqua (narghilè), nella Duchessa (con un bebè che si trasforma in un maiale), nel Gatto del Cheshire, e tra l’altro, assiste ad un infinito tea-party col Cappellaio Matto e con la Lepre Marzolina.
Alice gioca una partita di croquet con un fenicottero che non si lascia trattare da mazza da gioco, e con ricci poco collaborativi nel fungere come palle da croquet. Nel mentre la Regina evoca la condanna a morte quasi per tutti gli invitati.
Più avanti, per ordine della Regina, il Grifone porta Alice ad incontrare la Falsa Tartaruga, che le descrive la sua educazione attraverso le materie de “Ambizione”, “Distrazione”, “Bruttificazione”, e “Derisione”. Alice viene poi chiamata come testimone al processo del Fante di Cuori accusato di aver rubato la crostata della Regina.
Quando però la Regina ordina di decapitarla, Alice si rende conto che i personaggi non solo altro che dei pacchi di carte, e subito dopo si risveglia dal sogno.
La storia fu in origine raccontata da Carroll a Loriana, Alice, e Edith Liddell (le sorelle di Henry George Liddell, decano di Christ Church di Oxford, dove l’autore aveva studiato e mantenuto un rapporto di amicizia), durante un picnic a luglio del 1862.
Alice chiese a Carroll di scrivere le storie per lei, e in risposta, Carroll ha prodotto una collezione scritta a mano intitolata “Le avventure di Alice sotto terra”. Un ospite dai Liddell vide il libro di fiabe e pensò che doveva essere pubblicato, così Carroll ne fece una revisione e lo sviluppò.
Il libro che apparve in tempi in cui letteratura per bambini significava generalmente insegnare lezioni morali, all’inizio rimase incompreso dai critici i quali non sono riusciti ad apprezzare le assurdità che hanno invece rapito ai giovani lettori.
Tuttavia, Carroll sapeva come funzionava la mente dei bambini, e il modo in cui avviare la scintillare della logica, stimolava il loro senso del fantasioso.
Negli indovinelli e versi – come in “Come fa il piccolo Coccodrillo” e “Sei vecchio, papà William” (ambedue sono la parodia di noti versi didattici) -, raggiunge vertici più alti dell’assurdo. Carroll continuava a scrivere e portò il lavoro nelle successive opere di “Attraverso lo specchio” e “Quel che Alice vi trovò” (datato 1872, ma pubblicato nel 1871 dicembre).
Alla fine del secolo XIX “Alice” (i due volumi insieme) divenne il libro per bambini più popolare in Inghilterra e nel giro di due decenni lo sarebbe stato uno dei più popolari nel mondo. Inspirò inoltre numerosi film, rappresentazioni teatrali e balletto, così come innumerevoli analisi accademiche.
Bibliografia: Encyclopedia Britannica.