Piazza del Popolo fu progettata quasi nel baricentro della città duecentesca in funzione del palazzo pubblico che su di esso doveva imporsi isolato.

Per questo motivo, tra il 1281 e il 1284 ci furono abbattute delle case, ad iniziativa di uno dei più famosi dei Capitani del Popolo di Orvieto, Ranieri della Greca.

Uscì fuori il più ampio spazio cittadino destinato alle adunanze pubbliche, da sempre conosciuto come Piazza del Popolo.

Il palazzo accoglieva il leader politico della parte popolare del governo della città. Questa figura si affiancava a quella dei consoli e del podestà.

Il Capitano del Popolo (così, come il Podestà) era eletto dal Consiglio generale ogni sei mesi, tra forestieri e non tra orvietani. In questo modo si cercava di impedire i tentativi di corruzione.

Non poteva inoltre essere riconfermato nella sua carica, regola che non venne osservata nel caso di Ranieri della Greca, rieletto più volte.

Il palazzo in pietra basaltica e tufo è esemplificativo dell’architettura civile orvietana della fine del XIII secolo, fu inoltre concepito con riferimenti ad esempi vicini, come il Palazzo dei Papi di Viterbo.

In seguito ad alterne vicende politiche il palazzo subì periodi di decadenza e rimaneggiamenti. Un primo drastico ripristino fu compiuto nel 1889-1909 su progetto di Paolo Zampi.

Oggi, in Piazza del Popolo viene organizzato il variopinto mercato, il giovedì e il sabato.

Nel passato la piazza ospitava assemblee, giochi, feste di carnevale, tornei, palii, rappresentazioni teatrali e concerti.

 

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