È un luogo denso di storia, quella dell’ordine degli agostiniani, dove fu ospitato Martin Lutero l’ex monaco, nel 1511 in occasione delle sue prediche in città.

Se hai già visitato in mattinata i monumenti del centro storico stretto intorno al Colle del Duomo, nel programma di visite pomeridiane possibile inserire uno dei chiostri più belli di Viterbo, dalle forme rinascimentali.

In realtà l’elegante chiostro esisteva già nel secolo XIII adiacente alla chiesa agostiniana, ma fu quasi interamente ricostruito nel 1513 per volere del card. Egidio Antonini, su disegno dello scultore viterbese Pier Domenico Ricciarelli.

I riquadri affrescati (130 metri quadri) del chiostro quadrilatero raffigurano in modo dettagliato la biografia autentica di Sant’Agostino. Il racconto per immagini, tra le quali si trovano episodi di vita altrove non rappresentati, aveva lo scopo di mettere in risalto la discendenza diretta dell’ordine eremitano dal Santo e di celebrare la Regola quale elemento unificatore dei molteplici rami della famiglia agostiniana. 

L’iconografia elaborata da un frate a noi ignoto, dovette fissare la corretta immagine del santo padre Agostino come difensore della Chiesa e dell’ortodossia cattolica in contrapposizione dei protestanti che stavano proponendo un ex-monaco agostiniano, Martin Lutero, come un rinnovatore della Chiesa cattolica di Roma.

Non a caso particolare attenzione venne volta alle immagini le quali sono dedicate alla formazione filosofica, alla conversione all’ortodossia cattolica avvenuta a Milano, e alla lotta contro le eresie, dello stesso Sant’Agostino.  

Le opere di pittura furono finanziate, almeno in parte, da Giacomo Nini, Cavaliere del Giglio, come testimonia il suo testamento redatto nel 1594.

Gli affreschi furono realizzati a cavallo tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600 dal pittore romano Marzio Ganassini che grazie alla elevata qualità delle pitture si vide arrivare una serie di committenze importanti a Viterbo (Palazzo dei Priori) e nei dintorni (Chiostro del Convento Domenicano de La Quercia).

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