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Nel secolo VIII d.C. il colle, oggi chiamato di San Lorenzo, venne fortificato dal re Longobardo Desiderio.
Si formò quindi il castrum (di fondazione longobarda) di epoca medioevale, menzionato per la prima volta in un documento del 741 come Castro Biterbo, che si trovava nel confine meridionale della Tuscia Longobarda.
Attorno a questo nucleo furono costruiti i quartieri medioevali.
Passata alla Chiesa con le donazioni del tempo dei Franchi, fu contesa per secoli tra papato e impero.
La storia di Viterbo scorreva da sempre su due binari: su quello di Roma e della Chiesa, e su quello locale.
Nel 1146 il Barbarossa ne fece la sede dell’antipapa Pasquale III.
Al principio del ‘200 Viterbo fu scomunicata dal papa, perché covo di eretici.
Verso la fine del secolo XI si costituì libero comune, nel 1251 venne redatto il primo Statuto. La città era governata dal Comune di cui facevano parte le Arti e Mestieri.
La città allora era un cantiere aperto, sorgevano le costruzioni nuove, le mura, le tante fontane dall’acqua pura.
Lo sviluppo della città coincide con la grande stagione della costruzione dei centri urbani d’Europa arrestata dalla peste nel 1348.
Viterbo si trovava non troppo lontana da Roma, città ben difesa e strategica, con acque pure e termali, attirò i pontefici che fuggivano dai conflitti con i Romani.
Si allontanavano da Roma anche in caso di epidemie, oppure quando volevano passare a Viterbo dei periodi di villeggiatura.
Il primo papa a mettere stabilmente in Viterbo, era Eugenio III nel 1145-46.
Nel secolo XIII scoppiarono gravi lotte fra i cittadini divisi in due fazioni: dei Gatti e dei Tignosi. La città passò alternativamente sotto la tirannide dei Gatti e dei Di Vico.
Federico II nel 1243 pose sotto assedio la città, i viterbesi scacciarono le milizie tedesche.
Viterbo divenne sede permanente della Corte Pontificia dal 1251 al 1280, una capitale alternativa a Roma, centro della Cristianità.
Dalla fine del ‘300 Viterbo fu sede del Governatore del Patrimonio in Tuscia. L’influenza della Chiesa si faceva sentire sempre di più, anche in campo fiscale.
DAL RINASCIMENTO ALL’800
Viterbo nel secolo XV con le sue terme era un luogo d’incontro e di soggiorno per papi, per illustri personaggi ed artisti.
Diventa di nuovo città alternativa a Roma che papa Paolo II rende poco adatta per gli umanisti, si forma in Viterbo un importante cerchio di umanisti.
In città vengono commissionati opere rinascimentali come la Pietà di Sebastiano del Piombo. Lo Sposalizio di Maria di Lorenzo da Viterbo.
Durante il secolo XVI è il periodo dei Farnese a Viterbo e in Tuscia, che fanno realizzare degli interventi urbanistici ed opere, come Villa Farnese a Caprarola.
Nel ‘600 sorge qualche chiesa nello stile dell’epoca, come la chiesa del Gonfalone, vengono rimodellate altre, come del resto avveniva nei secoli XIV-XV.
1867 Viterbo fu annessa al Regno d’Italia, cosa che segna il distacco politico dallo Stato Pontificio che decade definitivamente nel 1870.
DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE, tra il 1943-44, Viterbo fu il bersaglio di bombardamenti, era del resto un obiettivo militare di notevolissima importanza per 3 motivi.
I presidi militari sul posto avevano la funzione di munizioni per la capitale. L’aeroporto militare di Viterbo era il rifugio degli aerei che poterono rialzarsi in volo per rapide incursioni.
Il nodo stradale e ferroviario del viterbese lungo la Cassia raccordava Viterbo a Roma e alle regioni settentrionali.
Persino c’è stato l’acquartieramento di un comando delle SS a Villa Lante di Bagnaia.
VITERBO OGGI vive di turismo, nello stesso tempo è anche un centro agricolo con la produzione di olio di oliva, vino e prodotti tipici.
Viterbo è conosciuta anche per la sua università, l’Università della Tuscia con 6 dipartimenti, tra i quali le Scienze dei Beni Culturali.


