Come dicevamo, il nucleo più antico di Tuscania è il colle oggi chiamato di San Pietro, dove però il primo insediamento organizzato non era quello etrusco, bensì quello della prima età del Ferro (sec. X a.C.) della cultura villanoviana.
Il colle diventa sede dell’importante centro etrusco (sec. VII a.C. –I a.C.), periodo in cui si forma il tracciato della rete viaria sul quale verrà costruita la via Clodia (sec. III-II a.C.).
Diventa sede del municipio romano (90 a.C.). L’abitato romano fu fiorente almeno fino al 400 d.C., a seguito avviene un lungo abbandono della zona.
Nel secolo VIII il colle riassume di nuovo il suo ruolo di importanza strategica nell’area. Dal sec. VI fu sede episcopale, perse il titolo di diocesi nel 1192 a favore della vicina e più forte Viterbo. Agli inizi del sec. XIV il colle di San Pietro fu gradualmente e definitivamente abbandonato, il centro urbano si sposta, dove ora sorge la città cinta di mura.
Agli albori del Medioevo Tuscania soggiacque alle irruzioni barbariche e nel 574 fu occupata dai longobardi. Con la fine del Regno longobardo nel 774 entrò a far parte del Patrimonio della Chiesa.
Fu feudo di diversi signori, tra i quali gli Aldobrandeschi, fu eretto a libero comune nel secolo XIII, fu sconvolta da violente lotte interne.
Nel secolo XIV, Tuscania fu contesa tra la Santa Sede e i prefetti Di Vico e, per punizione a una ribellione al papa, ebbe mutato il suo nome in Toscanella da Bonifacio VIII.
Durante il secolo XV passò ancora per diverse mani, tra cui Angelo di Lavello Tartaglia, capitano d’avventura.
Fu definitivamente recuperata alla Chiesa nel 1443 dopo che il cardinale Vitelleschi aveva fatto demolire castelli e fortilizi. Fu assediata e saccheggiata nel 1495 dalle truppe francesi di Carlo VIII.


