A volte, andando alla ricerca di leggende risalenti all’epoca medioevale, capita di imbattersi in qualche filone della mitostoria romana, e di trovare un punto di congiunzione, in cui i due s’intrecciano. Così mi è capitato a proposito della Galiana.

Trovato un mito che narra della nascita dei popoli del Lazio, discendenti, niente di meno che del dio pagano Marte (dio della guerra).

I popoli del Lazio sarebbero trenta e discenderebbero da trenta maialini partoriti da una scrofa bianca.

Un altro mito, a sua volta, racconta che Viterbo fosse fondata da profughi provenienti dalla distrutta città di Troia.

Quando i Troiani sbarcarono sulle coste della Tuscia, furono guidati da una scrofa bianca che indicò il punto, dove avrebbero dovuto fondare la loro città.

A questo punto la figura della scrofa bianca riappare nella leggenda medioevale, che dice:

Per ringraziamento, la gente doveva venerare una scrofa bianca che viveva nel bosco della valle del fiume Paradosso a Viterbo.

Il giorno di Pasqua, ogni anno, si doveva offrire come pasto alla scrofa, una fanciulla tratta a sorte tra le vergini della città.

Un anno toccò la sorte alla bellissima Galiana che fu condotta al luogo del sacrificio.

Quando la scrofa stava per divorarla, sbucò dal bosco un leone che uccise la bestia e liberò Galiana.

Con lei fu liberato anche il popolo che aggiunse al suo stemma il leone.