Celleno Vecchio – Sembra una pittura del paesaggio, fatta di romantici ruderi, di una possente Rocca medievale, immersa tra colline verdi punteggiate di vigneti ed uliveti. E’ Celleno Vecchio costruito su uno sperone di tufo eroso nel tempo, completamente disabitato dalla metà degli anni ’50, perciò noto anche come il borgo fantasma.

Negli anni ’70 il vecchio borgo non era altro che un cumulo di rovine, eccetto la Rocca, acquistata e recuperata dall’artista Enrico Castellani, che ne ha fatto la sua residenza e studio. Ora il borgo è risorto per volontà degli abitanti di Celleno che si sono riappropriati degli antichi spazi promuovendo il turismo.

Si ha da sempre intuito che Celleno Vecchio avesse delle origini etrusche (v. per es. Colonna), primo, per la sua posizione sulla rupe tufacea, tipica degli insediamenti etruschi posti in altura e naturalmente difese dai lati ripidi. Secondo, per la disposizione di tre necropoli etrusche, di età orientalizzante e arcaica poste su alture circostanti all’insediamento.

Terzo, per la scoperta fortuita, sotto le fondamenta di un’abitazione medievale, di una fossa a sezione tronco-conica scavata nel banco tufaceo che aveva la funzione probabilmente di un magazzino o silos. Gli scavi archeologici degli strati che riempivano la fossa, condotta dall’archeologo Giuseppe Romagnoli nel 2017, hanno portato alla luce manufatti etruschi, tra questi pesi di telaio e un glirarium. Cioè un contenitore in terracotta per l’allevamento dei ghiri di cui gli etruschi erano particolarmente ghiotti (altri esemplari rinvenuti per es. al sito etrusco di Musarna, ora al Museo Nazionale Etrusco di Viterbo).

I tesori ceramici di Celleno Vecchio. Affascinante storia del ritrovamento in un butto medievale di 7.500 frammenti di maiolica arcaica.

Vuoi sapere cos’è il butto? E’ una cavità di dimensioni non troppo ridotte, in questo caso di 4 m di diametro, di solito scavata nel banco di roccia sotto le abitazioni medievali (XIV sec.) o rinascimentali (XV sec.), e collegata con uno o più condotti ricavati negli spessori delle pareti delle case sovrastanti, attraverso i quali si buttavano gli oggetti in ceramica e in vetro, ormai rotti e non più utilizzati. In parole povere, il butto era un immondezzaio per i cocci vecchi, ora preziosa fonte per gli archeologi.

Ebbene, a Celleno Vecchio è stato rinvenuto un butto, trasformato probabilmente da un serbatoio idrico di epoca etrusca, riadattata come immondezzaio per le ceramiche.

La cosa interessante è che il butto è stato localizzato grazie a delle indagini legate a scavi clandestine e che conteneva oggetti provenienti dalle abitazioni signorili che contornavano la residenza della potente famiglia medievale viterbese, Gatti. Per cui si tratta di materiali ceramici che testimoniano la ricchezza di queste famiglie e la ricchezza di repertorio nelle forme e nelle decorazioni.

Gli oggetti ceramici sono stati restaurati e esposti nel Museo della Ceramica di Viterbo.

Dove si trova Celleno Vecchio? A 20 chilometri a nord da Viterbo, tra # Viterbo # Civita di Bagnoregio # il Parco dei Mostri di Bomarzo # Villa Lante a Bagnaia #Montefiascone.

A due passi è situato il borgo di Sant’Angelo famoso per i murales di fiabe che puoi visitare lo stesso giorno con Celleno Vecchio. 

Gli affacci panoramici da Celleno Vecchio si rivelano d’inaspettata bellezza, sui rilievi della Valle del Tevere, verso est i Monti Cimini. 

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