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La Vita II invece è del 1457, che fu utilizzata per il processo di canonizzazione, prolungatosi per secoli. Ricordo che la canonizzazione non è mai avvenuta con il rito solenne.

Queste fonti riportano le testimonianze di vari miracoli compiuti da Rosa già da piccolina, tra questi l’episodio della brocca risanata e la resurrezione della zia morta.

Riportano anche, che Rosa figlia di una famiglia molto modesta, rinunciò spesso al cibo, per donarlo ai poveri.

Il periodo storico, in cui Rosa vive, vede l’istituzione degli ordini religiosi di San Francesco e di San Domenico.

Viterbo è immersa nelle lotte tra Papa e Imperatore, e il papato è preso dalla lotta alle eresie.

La santa vive nel periodo di Federico II che vede alternarsi guelfi e ghibellini già nel secolo precedente con Federico Barbarossa contro la Santa Sede.

La vita e le aspirazioni religiose di Rosa s’intrecciano con gli eventi della storia della sua città, che la spingono di combattere l’eresia Catarina alimentata dagli Svevi.

Le due parti in lotta in città sono i luogotenenti di Federico II e il cardinale Raniero Capocci che rappresenta l’ala guelfa, mandato da papa Innocenzo IV a Viterbo.

Ad un certo punto Federico II assedia la città e la piccola Rosa, secondo la tradizione, avrebbe partecipato alla difesa di Viterbo e sarebbe colpita da una freccia.

Ebbene, la ricognizione scientifica sul corpo della Santa, condotta nel 1995, individua una cicatrice nel braccio.

L’assedio fu respinto dai viterbesi nel novembre del 1243.

Questa ricognizione scientifica ha tra l’altro rivelato una grave malformazione congenita di Rosa: l’assenza dello sterno, che di solito causa la morte nei primi anni di vita. Un altro tassello che dimostra la forza d’animo che aveva, la piccola Santa.