LA BELLA GALLIANA, detta la terza meraviglia di Viterbo.

Era nata, questa bella figliola, da povera gente ed era tanto avvenente che i giovani venivano anche da paesi lontani per poterla ammirare. E magari, chiederla in sposa.

Fidanzata con un certo Marco, contadino, Galiana respingeva ogni proposta anche se avanzata da nobili.

La stessa cosa accadde a Giovanni di Vico, della famiglia dei prefetteschi di Roma.

Vuole la leggenda, che il nobile vide la fanciulla uscire con una amica dalla Chiesa di san Silvestro e avvicinatosi le fece riverenza. Ma Galiana neppure degnò di uno sguardo.

Giovanni non riusciva a scordare la bellissima fanciulla dalla carnagione così bianca e trasparente, che quando beveva del vino rosso, il colore vermiglio le traspariva dalla gola.

Allora, Giovanni decise di rapirla, ma il tentativo andò a vuoto per la sorveglianza del fidanzato, unitamente ai suoi amici viterbesi.

Passò del tempo e Giovanni, radunato il suo esercito, venne alle porte di Viterbo per porre d’assedio la città, se Galiana non fosse stata sua sposa.

La risposta fu un netto e chiaro rifiuto. Allora il nobile romano fece sapere ai Viterbesi che avrebbe preso in assedio la città e che se ne sarebbe andato, solo se la fanciulla si fosse affacciata da una torre presso l’attuale Porta di Valle.

Il popolo ed i priori acconsentirono, ma non appena Galiana si affacciò dalla torre, una freccia scoccata da un soldato prefettesco la colpì alla gola.

Il suo corpo fu poi seppellito, secondo la leggenda, nel bel sarcofago scolpito in marmo e esposto davanti alla chiesa di Sant’Angelo in Spatha in piazza del Plebiscito.

Tratto da: Mauro Galeotti, L’illustrissima città di Viterbo. 2002, Viterbo.

 

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