L’altura, dove ora sorge il borgo di Sutri, aveva un ruolo strategico in epoca etrusca, poi romana, conobbe una vita fiorente anche in epoca medioevale.
Sutri era un importante centro etrusco, se ne fa derivare il nome da Saturnio, in etrusco Sutrinas o Suthrina, per cui lo stemma di Sutri è Saturno a cavallo con un fascio di spighe in mano.
Presa dai Romani, di cui divenne alleata nel 391 a.C., nel 380 a.C. venne riconquistata dagli Etruschi che ne espulsero gli abitanti.
Sutri assieme a Nepi furono considerate dai Romani le due soglie dell’Etruria. Fu assediata invano dagli Etruschi nel 311 a.C.
Le vicende di Sutri continuarono anche in età medioevale essere legate alla sua posizione strategica di avamposto di Roma.
Ceduta nel 728, da Liutprando a Gregorio II, costituì il primo nucleo del Patrimonio di San Pietro.
Nel Concilio del 1046 Enrico III vi depose i tre papi, Gregorio VI, Benedetto IX e Silvestro III e fece eleggere Clemente II.
Nel 1111 vi avvenne il celebre trattato fra Pasquale II e Enrico V per la guerra delle investiture.
Nel 1146 vi si rifugiò papa Eugenio III, nel 1244 Innocenzo IV, in lotta contro Federico II. Vent’anni più tardi la prese Pietro Di Vico, ma Pandolfo conte dell’Anguillara, la riconquistò alla Chiesa a cui poi rimase.


