La Chiesa di Sant’Agostino permette, niente di meno, che un incontro ravvicinato con santi e angeli di dimensioni molto grandi. Si tratta delle statue manieriste, “vive e dinamiche”, di Francesco Mochi (1580-1654).
I dodici Apostoli, Santi protettori e il gruppo dell’Annunciazione si trovavano all’interno del Duomo, dove non erano destinati ad essere visti da così vicino. Furono rimosse dalla cattedrale nel restauro puristico di fine Ottocento.
Una volta restaurate, sono state ospitate nell’ex-chiesa, appunto di Sant’Agostino, che fa parte del Museo dell’Opera del Duomo.
N.B. LE SCULTURE SONO STATE RIPORTATE “A CASA loro” , OSSIA ALL’INTERNO DEL DUOMO DI ORVIETO, DOVE SI TROVANO NELLA LORO POSIZIONE ORIGINARIA.
Alle spalle delle sculture del Mochi, sotto di una bifora, è possibile ammirare un affresco (XVI secolo) raffigurante due storie della vita di Sant’Agostino.
La chiesa stessa fu fondata nel 1264 su una preesistente intitolata a S. Lucia. Era intenzione degli Agostiniani costruire un edificio più grande, che avrebbe dovuto occupare quasi tutta la piazza antistante. Solo una piccola parte fu costruita. Nel 1724 fu rifoderato di altari in stucco dorato dai frati agostiniani.
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