Il Museo dell’Opera del Duomo ha la sua sede principale presso il complesso dei Palazzi Papali, che sono formati da tre edifici: quello papale, quello vescovile ed il cosiddetto Soliano. Sono il frutto di ampliamenti e sovrapposizioni, commissionati sia dai vescovi orvietani, che dai papi che soggiornavano o risiedevano in Orvieto tra il 1262 e il 1303.
Nel palazzo a ridosso dell’area absidale del Duomo ospita dei capolavori della PITTURA ITALIANA, di artisti tra i quali Simone Martini, Luca Signorelli, Girolamo Muziano che operò anche a Villa Lante a Bagnaia, vicino a Viterbo.
Il palazzo, espone numerose sculture di pregio, di Arnolfo di Cambio, Nino e Giovanni Pisano, e l’originale della Madonna del baldacchino che orna la lunetta del portale maggiore del Duomo.
Il TESORO DELLA CATTEDRALE accoglie oltre il Reliquiario del Corporale firmato Ugolino Vieri 1338, di inestimabile valore, e delle preziose oreficerie e delle antiche suppellettili liturgiche. La collezione costituisce da secoli il patrimonio della Fabbrica e corredo del Duomo. L’ambiente è speciale per la sua decorazione ad affreschi eseguiti tra il 1501-1503, è stato inserito tra la cattedrale ed i Palazzi Papali nel 1499 per ospitare la libreria Albèri.
Il MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE è ospitato nel Palazzo di papa Martino IV. Amo molto questa collezione, perché comprende una gran varietà di reperti. Perché tale varietà?
Perché La posizione geografica di Velzna nell’Etruria interna era centrale rispetto alle altre città etrusche, si trovava inoltre sul confine con le popolazioni umbre e italiche, alla sinistra del Tevere. Leggi di più
I corredi funerari etruschi tra i quali oggetti in bronzo, buccheri, ceramiche a figure nere e rosse, cippi con iscrizioni in etrusco, sono stati portati alla luce nelle necropoli etrusche, risalenti al secolo VII a.C. in poi.
Anche i santuari etruschi di Velzna (della Cannicella, dell’area del Palazzo del Popolo, del Tempio del Belvedere) hanno restituito del bel materiale fittile, come per esempio le antefisse dipinte raffiguranti teste di divinità e di animali fantastici.
Si possono ammirare le terrecotte architettoniche dipinte provenienti dai pozzi votivi del recinto sacro del Campo della Fiera, del Fanum Voltumnae, il Tempio Sacro a tutti gli Etruschi.
Al museo si trova il famoso ciclo pittorico delle tombe Golini, risalente al IV secolo a. C., staccato per motivi di conservazione. Le scene raffiguravano la preparazione del banchetto funerario in presenza del defunto, e il passaggio nell’aldilà.
En passant: non si può non menzionare la Necropoli Etrusca di Tarquinia, dove le tombe dipinte conservano il 98% dell’intero patrimonio di cicli pittorici. Da non perdere!
PALAZZO SOLIANO o di Bonifacio VIII ospita al piano terra 32 sculture del siciliano Emilio Greco (1913-1995), autore delle porte bronzee del Duomo. L’artista aveva il piacere di donare le proprie opere alla città di Orvieto e desiderava che la donazione fosse esposta in un museo che portasse il suo nome e che avesse accesso da Piazza del Duomo.
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