LA NECROPOLI DI TARQUINIA è il posto giusto dove vedere e capire come si svolgeva la vita quotidiana degli Etruschi. Sì, perché è qui che si trova la maggior concentrazione di tombe dipinte etrusche di tutta l’Etruria, intorno al 90%, che ritraggono uno spaccato di vita quotidiana. Le tante pitture murali colorate costituiscono il primo capitolo della pittura italiana, come scriveva il grande etruscologo, Massimo Pallottino. A pensare, che siamo intorno ai secoli VII-VI a.C.!
Più di tutti gli altri centri etruschi vicini, come Cerveteri, Vulci, Tuscania o altri dell’Etruria Meridionale, fu a Tarquinia dove si sviluppò l’arte della pittura delle tombe.
Tra l’altro non esiste nessun altro sito archeologico nell’area del Mediterraneo che presenti delle pitture murali più numerose, per di più eccezionalmente conservate.
Il tour della Necropoli di Tarquinia viene di solito abbinato al Museo Etrusco, sito al centro storico di Tarquinia.
Sfilano davanti a noi personaggi di alto rango dell’antica Tarchna, Tarquinia Etrusca, con i loro cari ed i loro schiavi. Partecipano al banchetto, donne e uomini insieme, a suon di musica, li vediamo anche danzare dei balli molto ritmati.
Le donne appaiono con fascino, si capisce che avevano cura del loro aspetto, si truccavano, portavano i capelli in un certo modo, si vestivano all’ultimo grido.
Colpiscono i tratti dei visi, molto più pieni di vita che non delle donne romane.
Il tipo di scena cambia da epoca in epoca, che risalgono ad un periodo di tempo compreso tra la fine del VII secolo a.C. al III a.C. Abbracciano quindi tutto l’arco di esistenza di una delle città più importanti della dodecapoli etrusca.
Le tombe sotterranee scavate nella roccia ricreano l’ambiente di vita, tra cui la casa etrusca, nel modo più fedele possibile, di grande ricchezza, del defunto. Questo perché gli Etruschi probabilmente immaginavano che la vita continuasse nell’Aldilà.
L’intenzione era perciò fornire tutto il necessario per la vita in quella nuova sfera che gli Etruschi immaginavano si trovasse sotto terra.
Molte immagini portano nel clima delle drammatiche guerre con Roma, con la rappresentazione del viaggio nell’Aldilà del defunto. In queste appaiono le creature dell’Oltretomba etrusca, Charun con il martello e Vanth con la torcia: esseri psicopompi, ossia accompagnatori del defunto nell’Oltretomba.
Svariate le scene e le allusioni legate al culto di Dioniso molto praticato dagli Etruschi.
Le Tombe da non perdere della Necropoli di Monterozzi a Tarquinia sono:
Tomba dei Giocolieri. Del Cacciatore. Del Fior di Loto. Della Pulcella. Dei Leonesse. Della Caccia e della Pesca. Dei Leopardi. Dei Caronti. Dei Baccanti. Tomba Bartoccini. 5636.
Prenotazione Guida Turistica in ITA, FRA, ESP, ENG. Info: + 39 3284248738 info@guidaviterbo.com Risponde Maddalena CONTATTAMI






