Carbognano-Caprarola. Dal sorprendente borgo di Carbognano che vanta nove secoli di opere nei suoi vicoli e nelle sue piazze, al Cinquecentesco Palazzo pentagonale del Gran Cardinal Farnese. Durata tour: mattina e pomeriggio. La visita di Carbognano si svolge alla luce dei risultati di nuove ricerche archivistiche, condotte da un collega storico dell’arte della nostra associazione di guide turistiche.
Mattina, la visita di Carbognano:
Si scende in una valle boscosa, alla scoperta di Carbognano, un paese nascosto dei Monti Cimini, costruito su una propaggine di rocce vulcaniche, abbracciata da colline ricoperti da noccioleti. L’aspetto medievale del paese inganna, perché, come vedrete, sotto l’apparenza si scopre una rinnovata urbanistica e opere artistiche risalenti soprattutto ai secoli XVI, XVII e XVIII. Tra i committenti e soprattutto le committenti, i casati più importanti aventi dei possedimenti intorno a Roma: i Farnese, i Della Rovere, i Colonna Sciarra Barberini, i cui stemmi sono scolpiti sulle facciate degli edifici.
Si sale fino al nucleo originario del paese, dove sorgono il castello e il palazzo comunale, in una convivenza nel potere che durò svariati secoli, fino al 1870. Le piazze, i vicoli, le chiese, i palazzi, dove si passeggia, legano la loro storia non solo ai signori governanti, ma anche a grandi donne del passato, che con la loro intelligenza e sensibilità tradotte nelle committenze, modellarono il volto del borgo.
Infatti, la realizzazione di varie opere del secolo XVI, avvenne grazie alla famosa Giulia Farnese, detta la bella, che di Carbognano fece la sua dimora preferita, probabilmente dal 1506 al 1525, e che risultò un’abile imprenditrice del suo tempo.
Verso la fine dello stesso secolo XVI sarà la nipote diretta di Giulia, Lavinia Della Rovere, ad occuparsi del governo di Carbognano. Lavinia, nella pericolosa questione del luteranesimo, che rappresentava la problematica politica centrale del secolo, aprì l’orizzonte religioso-politico del borgo verso una soluzione cattolica, cioè accettata dalla stessa Chiesa: l’opera di San Filippo Neri con cui la Della Rovere era legata con un rapporto di devozione e di amicizia dirette. Fu lei la figura tramite che supportò San Filippo Neri nel frequentare il piccolo centro dei Cimini, dove, l’opera filippina giunse delle vette devozionali molto alte, tanto che più tardi, nel 1626 proprio a Carbognano fu elevata la prima chiesa dedicata al santo, dell’intera cristianità.
Ecco il percorso di visita a Carbognano: la chiesa di San Filippo Neri – la zona del castello (esterno) e del palazzo comunale (esterno), la chiesa medievale di S. Lucia, il lavatoio con uno specchio d’acqua inaspettatamente esteso, del secolo XVIII – il Duomo di S. Pietro Apostolo – la chiesa di S. Maria della Concezione con splendidi affreschi del Cinquecento – S. Maria della Valle con un affresco bellissimo della Vergine con il bambino fine sec. XV – inizi XVI, opera di un autore collaboratore del Pinturicchio negli appartamenti Borgia al Vaticano.
Pomeriggio, la visita di Palazzo Farnese a Caprarola:
Nel pomeriggio si continua sulle orme dei Farnese, con la visita del Palazzo di Caprarola, che non ha certo bisogno di pubblicità, una delle opere più rappresentative del Rinascimento Italiano. Il palazzo pentagonale racchiude un cortile circolare, una scala a chiocciola ammirata già dai contemporanei e che rappresentava una novità nel secondo Cinquecento, perché le pareti e la volta sono affrescate, e sfruttata per motivi di rappresentanza.
Al piano nobile si passa da sala in sala, affrescate dai migliori pittori attivi a Roma, apprezzate per la pittura illusionistica, per i volti al vero dei personaggi, per gli infiniti dettagli e l’uso profuso dell’oro e degli stucchi che rendono l’idea della ricchezza e del potere del committente. Quanto sarà costata tutta l’opera? Un occhio della testa, di certo. Ma, il cardinal Alessandro Farnese, mecenate delle arti, non badava a spese. Il suo scopo era far costruire un palazzo ancor più bello di quello di Roma e trasmettere ai posteri l’immagine della casata, potente sulla scena politica europea e ricca.
L’architettura rinascimentale del palazzo, con le sue simmetrie e proporzioni perfette, prosegue nei Giardini attraverso l’architettura del verde. S’inoltra nel pendio boscoso dei Giardini alti, costruiti su vari terrazzamenti ornati con delle fontane e la casina del piacere, dove il Gran Cardinale amava ritirarsi dalla vita frenetica del palazzo.






