VITERBO-VILLA LANTE. Dalla Città medioevale, al Giardino dei vescovi, il giardino all’italiana più perfetto del Rinascimento.

Venite con me! Si addentra tra torri, piazze con fontane, case a ponte, case con profferlo, archi e botteghe, nella Viterbo medioevale. E’ la mia città, famosa per aver conservato il suo aspetto originale. Il volto della città è scolpito nella pietra lavica, che ha conquistato a Welles, a Fellini, tra altri, che hanno scelto Viterbo come set cinematografico.

Da non perdere il duecentesco Quartiere San Pellegrino, un concentrato di scorci ed angoli così caratteristici, che solo l’arte locale ha saputo creare. La contrada ha un’urbanistica tipicamente medioevale, il cui fulcro è piazza degli Alessandri, con Palazzo degli Alessandri, un gioiello dell’architettura dei secoli XI-XIII. Al Museo dei Facchini è possibile vedere dei modelli in scala ridotta della Macchina di Santa Rosa da Viterbo, Patrimonio Immateriale Unesco. Attraverso un video si vive in un flash, il coinvolgente Trasporto. Il Palazzo dei Papi risalente alla seconda metà del XIII secolo è un edificio di grande interesse nell’architettura europea di quell’epoca. Per la nostra città è anche il simbolo del periodo storico più fiorente, quando Viterbo fu sede permanente della Corte Pontificia. Si visita anche il Duomo, dove si respira l’atmosfera dell’arte etrusca e medioevale, sorto nel nucleo più antico del centro urbano di origine etrusca. Si fa tappa in Piazza della Morte, in Piazza del Gesù, in Piazza del Comune con il Palazzo dei Priori.

Pranzo a Viterbo oppure a Bagnaia. Trasferimento in pullman da Viterbo a Bagnaia, un borgo medioevale che sorge su uno sperone di roccia vulcanica. La vista spazia ai piedi di coni vulcanici spenti da millenni, su boschi di quercia e di castagno.

VILLA LANTE DI BAGNAIA è famosa per il suo giardino a sorpresa, con dei fantasiosi giochi d’acqua. Si sale sul pendio boscoso sui terrazzamenti attraversati dall’acqua che scende a caduta libera dalla cima, e viene scolpita da 7 fontane in tante forme, vasche, zampilli, cascate, ruscelli, scherzi d’acqua. Amavano passeggiare qui anche i vescovi di Viterbo con i loro ospiti: cardinali e papi.

Anche loro facevano le stesse tappe panoramiche che ora facciamo noi: lo sguardo va sui terrazzamenti e l’acqua che scende, sui boschi del parco, sul borgo di Bagnaia. Si è avvolti dal cinguettio degli uccelli, dal suono e dal luccichio dell’acqua, dalla natura dominata attraverso l’architettura, dall’uomo.

Tutto è armonia, equilibrio, geometria, simmetria. In basso è il raffinato Quadrato dei Mori, con, al centro la Fontana dei Mori, è un giardino all’italiana all’interno del giardino.

Il filo della narrazione passa per due binari: sull’iconografia rinascimentale in cui l’uomo domina la natura e l’universo attraverso l’architettura del verde, e su un’altra prettamente legata ai dettami post-tridentini elaborata dal committente: il cardinal Gambara. Il disegno è attribuito al grande architetto Barozzi da Vignola.  

Prenotazione guida per gruppi anche in lingue, e info: + 39 3284248738 info@guidaviterbo.com

Risponde Maddalena. Per comitive poco numerose è possibile includere anche il giro del borgo di Bagnaia, con eventuale visita di Palazzo del Gallo: un tesoro nascosto del borgo di dentro.