la Chiesa perse i suoi ultimi possedimenti in Terra Santa ed era un periodo in cui vi fu un’ultima fiammata delle correnti eretiche in Orvieto.
Papa Niccolò IV, francescano, (che pose la prima pietra del duomo costruito sul posto dell’antica cattedrale di Santa Maria Prisca), sentì la necessità di far costruire una cattedrale in terra di eretici patarini. Questa cattedrale era simbolicamente destinata ad essere una fortezza della Chiesa di Roma, che doveva ribadire l’unità della Chiesa fondata sulle scritture sia del Nuovo, che dell’Antico Testamento.
Quest’ultimo difatti era rigettato dai patarini, ritenuto come il libro di Lucifero che narra le vicende del Dio creatore della materia.
Il duomo di Orvieto divenne il portatore del messaggio politico del papa, codificato per mezzo dell’arte, nelle immagini, nei simboli delle forme geometriche e numeriche, così come nell’impostazione dell’architettura dell’edificio.
La posa della prima pietra del Duomo avvenne il 13 novembre del 1290, giorno dedicato a San Brizio, come già menzionato, da papa Niccolò IV. Non vi è una data ufficiale dell’ultimazione della Cattedrale, che proseguiva per tutto il secolo XVI.
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