La Collezione Faina espone un’importante raccolta archeologica, (al pianterreno ospita Il Museo Civico archeologico), ed una ricca collezione d’arte dei conti Faina, allestite su più piani nel palazzo rimaneggiato alla metà dell’Ottocento.

Quanto ai reperti etruschi, provengono non solo dall’orvietano, ma anche da altre zone, trattandosi di una collezione che comprende dei pezzi pervenuti tramite compra-vendita.

Nella SEZIONE del MUSEO CIVICO sono esposti vari reperti etruschi di grande interesse, provenienti dall’area sacra di Canniccella, della Necropoli del Crocefisso del Tufo e dal Tempio del Belvedere di cui si conservano frammenti della decorazione frontonale.

Spiccano la Venere arcaica in marmo e la Testa del guerriero, un cippo con iscrizione “Larth Cupures figlio di Aranth” datato 530-520 a.C.

Coinvolge emotivamente la drammatica scena dell’uccisione di prigionieri, tra loro una donna da parte di un uomo, figure scolpite sul sarcofago etrusco risalente al IV secolo a.C.

Questo tipo di raffigurazione si riallaccia al tema delle guerre del periodo, combattute tra etruschi e romani, ma anche tra soli etruschi per la presa del potere a Roma.

La scena dell’uccisione dei prigionieri non può non richiamare in mente, quella di un altro sarcofago, dipinto, quello di Laris Partunu del Museo di Tarquinia, o ancora il famoso ciclo pittorico che ricopriva le pareti della Tomba François di Vulci.

LA SEZIONE DEDICATA AL COLLEZIONISMO avviato nel 1864 dal conte Mauro, comprende un ricco monetiere, materiali preistorici e protostorici, buccheri, gioielli etruschi in oro, ceramiche, bronzi etruschi, belle urne cinerarie etrusche.

Si respira l’atmosfera Ottocentesca delle sale dipinte secondo il gusto artistico di quel periodo, mentre si perde ad osservare i vasi attici a figure nere e rosse.

Tre anfore della collezione sono attribuite al famoso ceramografo Exekias uno dei maggiori maestri della tecnica a figure nere, vale a dire, sono pezzi di rilievo.

Lo stile ottocentesco crea una simbiosi perfetta tra le collezioni Faina e la storia stessa del collezionismo che si è formato nei decenni immediatamente successivi all’unità d’Italia (1861).

 

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