LA MACCHINA DI SANTA ROSA è una gigantesca macchina da festa, simile ad un campanile, alta 28 metri, che pesa ben 5 tonnellate.

In cima, a protezione della città, si eleva la statua della santa patrona, Santa Rosa da Viterbo.

La sera del 3 di settembre, quando la macchina illuminata appare nel buio delle vie di Viterbo, sembra che quel campanile cammini. Sono 100 uomini a trasportarla, i Facchini di Santa Rosa, a spalla. Percorrono circa 1200 metri, in discesa, in piano, in salita.

Uno spettacolo che è stato apprezzato anche da Giovanni Paolo II che ha parlato alla folla davanti alla macchina illuminata. Spirale di Fede.

Quelle parole sono rimaste memorabili, perché nell’emozione della festa, Giovanni Paolo II ha sbagliato il nome della Santa.

“In nome della vostra concittadina che si chiamava Rita…sì, Rita? No? Rosa! Ecco, tutto il tempo pensavo Rosa e ho detto Rita!

Ecco, vi volevo dire, in nome della vostra concittadina Rosa che valeva la pena di essere una Rosa a Viterbo! Perché Rosa è diventata Santa. Valeva davvero la pena di venire a Viterbo!”

Era però il 27 maggio del 1984 il Trasporto straordinario era stato organizzato per la visita in città dell’amatissimo papa.

PERCHÉ IL TRASPORTO DELLA MACCHINA?

Il trasporto ricorda la traslazione del corpo incorrotto di Santa Rosa da una chiesetta dov’era sepolta, alla chiesa del convento dove lei, in vita, volle entrare. Il convento di San Damiano che la rifiutò.

La traslazione solenne originariamente avvenne il 4 settembre del 1258, guidata da papa Alessandro IV in pompa e quattro cardinali. Presenti i soldati e il popolo.

Sapevi? Esiste anche il Trasporto della Mini Macchina svolto dai Mini Facchini: ragazzi dai 7 ai 14 anni, uno spettacolo entusiasmante! Di solito si svolge nei giorni antecedenti al Trasporto della Macchina normale.

Dove si può ammirare la Macchina di S. Rosa?
Durante il Trasporto del 3 settembre, poi viene esposta davanti alla chiesa di S. Rosa per una settimana.