LA CATTEDRALE DI SAN LORENZO sorge, secondo una tradizione non suffragata da documenti, sui resti di un tempio del dio pagano Ercole. Ci troviamo nel nucleo abitato considerato il più antico di Viterbo, sul Colle di San Lorenzo abitato già al tempo degli Etruschi.

Non conosciamo la data precisa della consacrazione della chiesa cattedrale dedicata a San Lorenzo, la data ufficialmente accettata è il 1192. Comunque si trattava del periodo in cui Viterbo divenne diocesi e un punto di riferimento di fondamentale importanza della Chiesa dal punto di vista sia religioso che politico.

La nostra cattedrale era anche la chiesa dei Papi durante la loro permanenza nella nostra città. Dove celebravano delle Messe solenni e dove lanciavano delle tremende scomuniche, come quella di Clemente IV contro Corradino di Svevia.

Dalla fine di quel lontano XII secolo il Duomo cresceva al pari passo con la crescita della città, che comprende ancora tutta la seconda parte del XIII secolo. A seguito, in sintonia con le mode stilistiche nell’architettura, la chiesa cattedrale veniva modificata attraverso i secoli.

 Da esplorare almeno 6 cose nella cattedrale di San Lorenzo:

– I raffinati capitelli ornati di delfini, di sfingi, di mostri, figure che in parte provengono dalle tradizioni pagane etrusche della zona, in parte dall’arte romana. Vengono interpretate come le figure simboliche del bene e del male.

– Il pavimento cosmatesco: un mosaico di colorate forme geometriche. Un tipo di opera ornamentale tipica dell’Alto-Lazio, che aveva anche la funzione di indicare il passaggio dei fedeli verso l’altare.

– La pala d’altare attribuito recentemente a Liberale da Verona (1472). L’opera di grande pregio fu messa in salvo da un gruppo di funzionari coraggiosi della Soprintendenza, durante i bombardamenti del 1944 nel Vaticano.

– Il Fonte battesimale marmoreo di Francesco d’Ancona (1470).

– Il monumento funerario di Giovanni XXI, Pietro Spano, l’unico papa che Dante pone nel paradiso.

– Tra le cappelle Cinquecentesche, di San Giuseppe chiusa durante i restauri post-bellici, riaperta e restaurata recentemente. Preziosa una tela Seicentesca di Francesco Romanelli, tra gli affreschi l’immagine di Santa Rosa.

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