L’ISOLA MARTANA è l’isola di Marta, un piccolo paese che dista 2 km sulle sponde Sud del Lago di Bolsena. La Martana è la consorella dell’Isola Bisentina, ha la forma di mezza luna. Non è altro, che un frammento di condotto eruttivo di un vulcano esploso nel lago.
L’arco esterno della mezza luna è posto a Nord ed ha alte pareti rocciose a strapiombo. Abbraccia la superficie degradante in un giardino naturale verso Sud, cosparso di ulivi e di lecci. Una sorgente d’acqua termale testimonia il vulcanismo secondario del luogo.
Una curiosa galleria attraversa l’isola, dalla superficie del versante Sud verso il basso, facendo due giri e sbucando al lato opposto.
L’isola è molto ricca di storie tramandate dalla tradizione. Una di queste dice, che sull’isola fossero messe a riparo dalle invasioni barbariche nel 410 d.C. le spoglie di Santa Cristina.
Un’altra afferma, che nel 1084 durante il pontificato di Gregorio VII, Matilde di Canossa abbia riportato le reliquie della Santa bolsenese nell’oratorio sotterraneo e che la contessa abbia dato inizio alla costruzione della basilica di Cristina.
Forse la tradizione più conosciuta è quella, che racconta dell’uccisione della regina Amalaswintha o Amalasunta, dal cugino Teodato, nel 535. La regina era la figlia prediletta di Teodorico, una donna colta, nata a Ravenna e cresciuta a contatto con la cultura tardo-latina. Parlava il latino e il greco, fu reggente del regno Ostrogoto.
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