La chiesa di Santa Rosa da Viterbo annessa al Monastero, si trova al Largo dei Facchini di S. Rosa, in cima ad una salita. E’ l’ultimo tratto della fatica dei 100 uomini che trasportano, correndo, la Macchina di Santa Rosa, supportando 5 tonnellate di peso.

La chiesa santuario della santa patrona di Viterbo mantiene vivo il culto che si formò attorno alla figura rivoluzionaria della piccola Rosa, vissuta intorno alla metà del secolo XIII.

All’interno si trova il sepolcro della santa, ora una bella urna di bronzo dorato del 1699, opera di Giovanni Giardini di Forlì noto argentiere della Casa reale di Londra.

Nemmeno l’incendio che si divampò all’interno della chiesa nel 1357 potette distruggere il corpo trovato già incorrotto nel 1258. Ora il corpo di Rosa è ricoperto da una tonaca di seta che viene periodicamente sostituita dalle Suore del Convento.

Quando la tonaca viene dismessa, sono confezionate le reliquie per i fedeli. L’ultima vestizione risale al 13 febbraio del 1990, quindi risale a 27 anni fa.

L’edificio come si presenta oggi, risale ai secoli XIX-XX sorge sul posto dell’antica chiesetta e del monastero delle Povere Sorelle di S. Damiano di cui si ha notizia nel 1235.

La chiesa fu ricostruita dopo l’incendio del 1357, poi ampliato e intorno alla metà del secolo XIV appare dedicato a Santa Rosa.

L’interno accogliente e luminoso conserva un prezioso il polittico realizzato da Francesco d’Antonio Zacchi, pittore viterbese nel 1441.