Il Vignola li progettò secondo un modulo quadrato, uno dei quadrati corrisponde all’appartamento dell’Estate, l’altro all’appartamento dell’Inverno, del Piano Nobile.

Sono accessibili mediante due ponti che scavalcano il fossato che recinge il grande Pentagono.

Il viale della collina retrostante al palazzo fu livellato e piantato perché il cardinale Alessandro Farnese e i suoi ospiti potessero godere, del bosco circostante, della varietà di fiori e piante.

A proposito di fiori: qualche anno fa, leggevo in uno studio sui giardini di Villa Farnese, che contrariamente a quanto si pensasse fino a qualche tempo fa, i giardini all’italiana contenevano non solo piante sempre virens, ma anche dei fiori.

Del giardino del Gran Cardinale non potevano certamente mancare i gigli che appaiono nello stemma dei Farnese.    

Dalla facciata Ovest del palazzo il ponte prosegue in un viale principale che conduce ad una fontana monumentale a forma di grotta, scavata nel banco di roccia.

Viene detta dei Tartari per le stalattiti che pendono dalla volta sostenuta da sei statue di Silvane e Silvani, dove l’acqua sgorga da zampilli e si estende in una vasca.

Davanti alla fontana venne creata una piccola piazzuola, con panche, adibita agli intrattenimenti, agli spettacoli, che all’epoca svolgevano i nani di corte.

Nel giardino Nord il viale che diparte dal ponticello conduce invece ad una fontana a forma di quadriportico, che affaccia sul paesaggio circostante, con mosaici rustici e statue marmoree.