Il cardinale Alessandro Farnese, mecenate d’arti, ingaggiò gli artisti più famosi del suo tempo per la realizzazione di famose opere, sia architettoniche sia pittoriche.
Tra queste vi è il ritratto di papa Paolo III con i due nipoti prediletti, lo stesso Alessandro e Ottavio, dipinto da Tiziano.
Siamo nel 1545 quando papa Paolo III crea il ducato di Parma e di Piacenza, destando scandalo in tutta Europa, facendo un torto sia all’imperatore Carlo V, cui spettavano le investiture civili e nobiliari, sia alla Chiesa a cui amministrativamente, le due città ricche appartenevano.
A capo dello Stato nuovo andò figlio del papa, Pier Luigi, padre del cardinale Alessandro.
Negli stessi mesi Alessandro Farnese chiama a Roma a uno dei pittori più grandi: Tiziano che deve realizzare il famoso ritratto di papa Paolo III, Ottavio sulla sua sinistra, Alessandro sulla sua destra.
E’ una pittura di valenza politica, che comunica un preciso disegno politico dei Farnese.
Il quadro di Tiziano richiama un altro celebre dipinto, in cui Raffaello oltre vent’anni prima, aveva ritratto Leone X con, alla sua destra il cardinal Giulio de’ Medici futuro Clemente VII. Alla sua sinistra suo cugino, il cardinal de’ Rossi.
Tiziano su indicazione dei Farnese deve rappresentare l’investitura da parte del papa Paolo III ai due suoi due nipoti prediletti.
Ad Ottavio andranno i titoli e l’autorità politica dei suoi feudi farnesiani. Alessandro invece è destinato a prendere un giorno il posto del nonno al soglio pontificio. Ovviamente, le due eredità non hanno uguale valore. Ed Alessandro non viene mai eletto a papa.
Alessandro, in vita sua, partecipa da papabile in una mezza dozzina di conclavi, riesce a superare i primi due anni difficili dopo l’elezione di papa Giulio III, successore del nonno.
Ci prova fino all’ultimo, anche quando il cardinale Ferdinando de’ Medici, suo nemico acerrimo, nel conclave del 1585 con le sue manovre rende impossibile l’elezione di Alessandro.
Fu l’ultima occasione. Il cardinale Alessandro muore il 2 marzo 1589, a 68 anni e 5 mesi, nel palazzo della cancelleria, dove ha passato più tempo di qualsiasi altro posto.


