Via della Cava chissà prende il suo nome dal tipo di strada che gli Etruschi scavavano direttamente nella roccia, e che nella zona tra l’Umbria e la Toscana viene di solito chiamata “cava”. Una parola che conserva la radice scavare o ricavare.
In questo caso si tratta di una via che ricalca il tracciato di quello che era l’unico accesso alla città etrusca di Velzna sviluppatasi sulla rupe nel corso del VIII secolo a.C. e distrutta violentemente dai Romani nel 294 a.C.
Però il nome della via potrebbe anche riferirsi a quella cava di cui durante il Settecento e gli inizi dell’Ottocento si estraeva il tufo per costruire un muraglione a sostegno di una strada in costruzione.
In ogni modo, la via segue l’andamento della scoscesa (“ripa”) costeggiata da abitazioni pittoresche medioevali, in giù mette in contatto visivo con la campagna e con i tetti delle case: un panorama incantevole!
In Via della Cava, è avvenuta una delle scoperte più entusiasmanti mai fatte nel sottosuolo di Orvieto.
Si tratta di una delle più grandi e più profonde cavità della rupe, articolata in realtà in ben nove ambienti sotterranei, piena di ritrovamenti archeologici importanti che vanno dal periodo etrusco a quello medioevale e rinascimentale.
E’ il profondo Pozzo della Cava la cui visita non è compresa nel giro “Medioevo Orvietano”.
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