PIAZZA DELLA MORTE E LA SUA FONTANA. Contrariamente a quanto si potesse pensare, questa piazza non era il luogo delle esecuzioni capitali. Originariamente si chiamava piazza delle Carbonare, dal XV secolo assunse il suo nome piazza di S. Tommaso per la chiesa che vi sorgeva.
Nell’edificio sacro c’era la sede della Confraternita dell’Orazione e della Morte i cui membri si dedicavano a raccogliere il corpo dei morti, lasciati senza una degna sepoltura.
Quali potevano essere le persone ad essere lasciate senza sepoltura? Certamente le prostitute e gli eretici. Viterbo era del resto una città, dove l’eresia portata dalla presenza degli imperatori Svevi, proliferava.
Dagli inizi del secolo XVI la piazza assunse il nome della Confraternita.
La fontana viene datata al secolo XIII, è dalla caratteristica fontana viterbese a fuso. E’ una delle nostre fontane più antiche, tuttora funzionante ed è ornata da teste leonine.
Viterbo è conosciuta anche come la Città delle Fontane, ne furono scolpite in gran numero già nella prima metà del secolo XIII.
Sappiamo da documenti, che la manutenzione, le riparazioni dei condotti e delle fontane erano regolamentate dal Comune. Furono emanate delle normative al fine di evitare soprusi e manomissioni.






