La Cappella “Nova” o di San Brizio è apparentemente uno spazio chiuso e protettivo, come quello di tutte le cappelle. E invece, l’apparenza inganna! In realtà, attraverso l’architettura dipinta, la finzione prospettica ed illusionistica degli affreschi, si entra in una loggia dove si vive un grande coinvolgimento visivo, emotivo e culturale.

 

Sei grandi lunette si aprono su scene dantesche ed apocalittiche della Fine del Mondo e del Giudizio Universale, che sembrano svolgersi fuori dello spazio della loggia, all’aperto.

 

Si guardano attraverso le sei lunette della loggia, le sei scene principali (di cui due nella stessa lunetta dietro l’altare): I Fatti dell’anticristo. La Resurrezione della Carne. L’Inferno. Il Paradiso. L’Antinferno. La Chiamata degli Eletti. La Fine del Mondo. Leggi di più 1:

 

La Cappella di San Brizio fu costruita a partire dal 1409 nello spazio tra gli archi rampanti progettati da Lorenzo Maitani. Leggi di più 2.

 

Dietro l’altar maggiore della cappella si trova l’antica icona di stile bizantino della Madonna di San Brizio, qui trasferita nel 1622, di difficile datazione.

Nella Tavola venne incastonato un tassello di legno con il sangue di Pietro Parenzo il rettore pontificio assassinato nel 1199 dagli eretici patarini ad Orvieto, inviato per sedare i conflitti tra guelfi e ghibellini in città.

 

Le spoglie di Pietro Parenzo sono state collocate nella Cappella del Corporale, mentre la sua figura venne ritratta dal Signorelli, sulla destra di Cristo, nella Deposizione della Cappellina dei Corpi Santi della Cappella Nova.

 

Nella Cappellina dei Corpi Santi, sotto l’affresco della Resurrezione della Carne, il Signorelli travolto dal dolore per la morte di suo figlio, avvenuta per peste nel 1502, lo raffigurò come Cristo. Secondo quanto scrive il Vasari.

 

 

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